IREM INCEDAYI – ARCHETIPI

barbara | marzo 2nd, 2017 - 11:45

IREM INCEDAYI

ARCHETIPI

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a cura di Cristina Porcella

dal 10 al 24 marzo

I segni e le linee che fluiscono sulle tele di Irem, ci rimandano a quell’archetipo di segno che l’uomo ha utilizzato quale mezzo di comunicazione prima ancora del linguaggio.

Irem esplora il segno come archetipo, forma primitiva di pensiero e di idee nate dall’inconscio, alla base delle espressioni mitico religiose dell’uomo.

Irem dispone le sue mutevoli linee alla ricerca di quelle espressioni , linee che si rincorrono, che si infrangono, a volte si rispecchiano nello scorrere della storia e delle culture che nel tempo si sono scontrate e sovrapposte.

La natura quale modello di bellezza e perfezione ha guidato da sempre la mano dell’uomo nel tracciare le sue linee.

Così nelle opere di Irem, i segni sinuosi ed eleganti, le linee che si fanno scrittura sono simboli della ricerca di quel modello, segni immersi nei colori cangianti e soffusi delle innumerevoli albe e tramonti che hanno guidato l’archetipo del segno fino a noi.

BIO:

Irem Incedayi nasce a Roma in una famiglia di artisti, si laurea nel ’94 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Le sue radici culturali spaziano da Oriente a Occidente. Nelle sue frequenti permanenze ad Istanbul, Irem subisce il fascino di un mondo raffinato e misterioso fatto di palazzi e moschee che splendono e si dissolvono nel pulviscolo d’oro delle albe e dei tramonti del Bosforo.

Nel 2007 in Campidoglio a Roma riceve dal Sindaco il Premio per la pittura “…per aver creato in qualità di artista dei due mondi un ponte ideale tra cultura occidentale e cultura orientale..”

La sua tecnica, messa a punto sin dai primi lavori, dalla metà degli anni ’90 ha un forte legame con l’archeologia e il culto del passato. L’uso di colori polverosi, realizzati con terre miste, sabbiose, foglie d’oro e d’argento, permette di ricreare gli effetti di corrosione di un tempo vissuto.

Irem partecipa ed espone in mostre collettive internazionali e realizza numerose mostre personali in varie parti d’Italia, in Turchia e negli Stati Uniti.

Attualmente vive e lavora tra Roma e Istanbul.

LEGAMI – Cristiana Pedersoli / Warios

barbara | dicembre 2nd, 2016 - 11:31

CRISTIANA PEDERSOLI / WARIOS

LEGAMI

a cura di Cristina Porcella

dal 10 al 30 dicembre 2016

La mostra “LEGAMI” si sviluppa e trova il suo punto di forza nel concetto dell’Arte, intesa come connessione e concatenazione tra mondo esterno ed interno, in risposta all’incomunicabilità del mondo moderno.

Le immagini fanno da transfert e mettono in luce l’intima natura delle persone, caratterizzata da legami, influenze, contaminazioni che esternati, trovano una nuova luce nell’arte pittorica e graffita.

Le scelte artistiche operate da Cristiana Pedersoli e Warios generano opere di forte impatto comunicativo pur mantenendo, per ragioni stilistiche, le dovute differenze.

Cristiana Pedersoli esteriorizza la ribellione del proprio “abisso”, dialettico e discorsivo, attraverso simboli comuni, riconoscibili, al fine di creare un’istantanea relazione tra la propria anima e quella di chi li osserva, tessendo un filo conduttore tra le memorie che questi segni cercano di portare  alla luce e le emozioni da esse generate.

Warios, in una combinazione di grande intensità, porta alla luce il proprio “bagaglio” attraverso i calligraffiti, neologismo frutto del connubio tra la bella grafia tradizionale e le moderne attitudini urbane. E’ un tentativo di comunicazione che va oltre il significato intrinseco della scrittura, in cui lettere e parole esteticamente modificate danno origine a combinazioni visive in possesso di una forte carica espressiva.

CRISTIANA PEDERSOLI

WARIOS

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BIO:

Cristiana Pedersoli nasce a Roma. Cresce in una famiglia legata da sempre all’ambiente artistico, il nonno, Peppino Amato, produce film che fanno la storia del cinema italiano e il padre, Carlo, è il Bud Spencer amato in tutto il mondo, attore, scrittore, paroliere e musicista. Dal padre assorbe l’estro e la poliedricità che influenzeranno il suo percorso interiore ed espressivo, si avvicina alla pittura grazie alla zia e non smette più di dipingere. Sin da bambina viaggia, entrando così in contatto con molte realtà umane che renderanno il suo animo aperto alle diverse forme di arte e culture del mondo.

Nel 2010 crea la linea di salvadanai NO REGRETS, dipinti su terracotta da lei e altri artisti, con cui organizza mostre, eventi e aste di beneficenza. Il messaggio artistico e umano che questa linea rappresenta è amplificato oggi dall’espressione su tela, in una continua ricerca ed evocazione d’immagini che appartengono al suo trascorso e che evocano temi che appartengono a ognuno di noi.

Warios è un calligrafo e designer, inizialmente conosciuto per i suoi graffiti . Nasce a Roma e inizia la sua carriera nei primi anni 2000. Attualmente noto  nell’ambito della calligrafia, tipografia e lettering. Nel 2015 entra a far parte del gruppo internazionale dei “Calligraffiti Ambassadors”. Ha partecipato a molteplici esposizioni internazionali ed eventi nell’ambito dei graffiti.

INSTANGRAM_MI di Ada Mazzei

barbara | gennaio 16th, 2016 - 11:05

La GALLERIA CA’ D’ORO

presenta  “Instagram_mi”

a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Cristina Porcella

dal 18 gennaio al 3 febbraio 2016

LA MOSTRA E’ STATA PROROGATA FINO AL 10 MARZO

Finissage giovedì 18 marzo dalle ore 18.00 alle ore 21.00

A distanza di dieci anni dalla grande mostra “Cantare la vita sognandola come luce” curata da Carmine Benincasa, Ada Mazzei torna a esporre nella Capitale alla Galleria Ca’ d’Oro con un inedito progetto espositivo ospitato dal 18 gennaio al 3 febbraio 2016.

Il progetto, a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Cristina Porcella, dal titolo “Instagram_mi”, comprende dipinti e disegni appositamente ideati e realizzati per le splendide sale della storica galleria romana.

Sulle tele in mostra si susseguono fiori raffigurati in dimensioni macroscopiche che sembrano spuntare improvvisamente dal buio degli sfondi scuri esibendo la varietà e la bizzarria delle loro forme, sbalorditive quanto ristrette nel tempo. Compaiono così ora una Brugmansia ora una Solandra maxima, che subito però vengono messe dall’Artista in condizione di mostrare sia il loro corpo misterioso sia la loro vita interiore, come se ci fosse in loro un’anima da restituire alla luce.

La visione offerta da Ada Mazzei serve proprio a questo, a portare in uno spazio impercettibile come la tela l’intero corpo del fiore, tutta la sua complessità e la sua carica di sottintesi simbolici e allusivi.

Sono presenze ectoplasmi che dalla memoria di cose viste, di persone amate e trapassate, da cui prende sostanza l’immaginazione di Ada Mazzei che va componendo sulla tela una vera e propria mitografia dell’esistenza. I suoi dipinti sono spiazzanti istantanee dei momenti cruciali del divenire, degli instagram_mi cioè, come in un social network, scatti condivisibili dall’immaginario della community degli spettatori su quel sempre attuale dispositivo mobile che è la tela. Sono una possibilità di ristabilire nell’uomo un tempo di sosta, di riflessione che invece le tecnologie immateriali dell’informazione tendono oggi a sottrarre con la loro capacità di mettere in comunicazione e soddisfare i “bisogni relazionali” a distanza. Insomma, quello di Ada Mazzei è un processo creativo volto a persuaderci che l’enigma nonché il privilegio dell’esistenza, cioè l’uomo, abbia un senso oltre l’immanenza e che proprio nella sua apparente caducità, come quella di un fiore, risieda la sua eternità.

WORKS

ATTERRARE STANCA by BLUE and JOY

barbara | dicembre 16th, 2015 - 10:05

BLUE AND JOY

ATTERRARE STANCA

a cura di Maria Letizia Tega

17 dicembre 2015 > 9 gennaio 2016

Dopo il successo della recente personale di New York, ironicamente e profeticamente intitolata An inevitable success, Blue and Joy tornano a Roma dopo 5 anni, e lo fanno negli spazi della Galleria Ca’ d’Oro.  La mostra, curata da Maria Letizia Tega, si intitola Atterrare stanca ed inaugura al pubblico il 17 dicembre.  Nelle sale della storica galleria romana, dove fecero la storia giganti come De Chirico e Guttuso, toccherà a Blue and Joy ignorare il peso del passato e alleggerire il futuro con la loro leggerezza ed ironia.

Tra le varie opere in mostra, sarà possibile ammirare gli ormai inconfondibili aeroplanini di carta (realizzati in realtà in alluminio) con i quali Blue and Joy hanno letteralmente girato il mondo durante la loro collaborazione con la casa di moda Fendi.  Il titolo della mostra fa riferimento appunto al fatto che queste piccole sculture di metallo, negli ultimi hanno compiuto il giro del mondo, atterrando a Tokyo, Parigi, Londra, Hong Kong, Los Angeles, Miami, Berlino ed altre 25 città.  Per alcuni di questi aerei si tratterà di un ritorno, visto che nel 2014 erano già stati esposti presso la storica sede di Fendi in Largo Goldoni.

“Hanno più chilometri sotto le ali più questi piccoli aerei di metallo che un pilota di linea a metà carriera” commenta Daniele Sigalot, che insieme a Fabio La Fauci ha fondato il progetto Blue and Joy nel 2005.

La flotta di aerei però questa volta raggiungerà le quattro cifre, visto che saranno più di mille le unità esposte in una singola installazione. Oltre ai loro iconici areoplanini Blue and Joy esporranno anche due grandi rosoni realizzati rispettivamente di capsule medicinali e di caramelle. I due lavori, raffiguranti idealmente due finestre circolari di una chiesa, sono ispirati ai due papi che attualmente condividono la residenza a San Pietro e diventano quindi ancora più attuali durante questo giubileo. Un’installazione inedita, anch’essa interamente realizzata in alluminio, e le serigrafie riproducenti 3 lettere scritte al Futuro, al Destino, e all’Arte, chiuderanno l’ultima mostra dell’anno per il duo di artisti che da anni vivono e lavorano a Berlino.

Il divertimento e il ritorno all’infanzia che regalano le opere del duo italo-berlinese non sono un banale invito allo svago, con un conseguente azzeramento del senso critico, ma un’articolata analisi della società e delle ossessioni umane. L’ironia è l’unica strada percorribile per sopravvivere e non prendersi troppo sul serio in una realtà che acclama e rende arte qualsiasi cosa, purché incomprensibile” commenta la curatrice della mostra Maria Letizia Tega.

SCRAPS

barbara | dicembre 3rd, 2015 - 11:23

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Ci sono arti e mestieri per i quali spesso non c’è neanche la declinazione al femminile. Chi lavora poi con la durezza dell’acciaio, crea addirittura qualcosa “oltre” l’arte del fabbro. Marta Ugolini, novella Persefone, non ha dubbi nello scegliere i metalli per lavorare e preferire l’acciaio per esprimersi. Le sue forme sono una sintesi razionale dove la nettezza degli angoli nulla richiama delle curve femminili. Eppure, le sculture e gli oggetti funzionali che realizza, hanno in se una femminilità forte e completa. Marta resta affascinata dalla plasmabilità dei metalli che le permette di soddisfare la sua esigenza muliebre di “continuo cambiamento”. E l’acciaio la ricompensa generando, attraverso la sua interpretazione, magnifiche fogge a-volumetriche, dove la durezza del metallo scompare a favore della leggerezza, dell’eleganza. Eleganza e leggerezza sono il suo Karma per presentarsi ed affascinare. Scrive Marta: “Favorisco la semplicità delle forme e la grandezza contenuta, per entrare con discrezione negli ambienti“. Adotta un low profile che sottolinea il suo spirito educato, riguardoso, equilibrato, riservato in una parola di buon gusto; dove la classe cancella qualsiasi artificiosità. Le sue creazioni nulla concedono alle forbitezze, all’infiorettature, ai preziosismi. Tutte le opere sono figlie di una logica essenziale ed eterea, gestendo un’apparenza riservata che le conduce fuori del tempo, delle epoche, degli stilismi. Marta ci porta a una visione dell’opera d’arte raffinata quanto semplice, le sue realizzazioni passano inosservate a chi predilige colori e confusione. Stupiscono, seducono e attirano solo gli animi attenti, raffinati, un po’ snob.

Enrico De Bonis

asda

Gli elementi d’arredo disponibili sono in visione nel catalogo         Download catalogo Scraps

MARKOUT 1/1 a cura di BANNA’I STUDIO e UAU ART

barbara | novembre 25th, 2015 - 12:06

a cura di Banna’i Studio e UAU ART(Urban Art Utopia)

04 – 18 Novembre 2015

Galleria Cà D’Oro – Via del Babuino, 53 Roma

L’arte incontra il design. MARK OUT 1/1 è un ambizioso progetto di Banna’i Studio che connette la contemporaneità della street art alla tradizione artigianale italiana, con un occhio attento alle nuove tecnologie.

Con MARK OUT 1/1, Banna’i Studio punta ad accostare il design all’arte, coinvolgendo undici tra i migliori street artist della scena romana in una sfida per la creazione di complementi d’arredo unici, realizzati con le più moderne tecniche d’artigianato digitale che vanno dalla stampa 3D alla fresa a controllo numerico.

MARK OUT 1/1 presenta in anteprima le opere inedite di Alt97, #Cancelletto#, Diavù, Gojo, Groove Lucamaleonte, Maria Carmela Milano,  Mr Klevra, Mister Thoms, Omino71, Solo.

MARK OUT 1/1, nel gergo americano “lasciare una traccia”, concretizza un’idea unica nel suo genere, grazie alla quale l’artista sigla con la propria impronta un oggetto di design destinato ad entrare nell’uso quotidiano: arte, design e artigianato digitale si fondono e, grazie alla collaborazione con UAU ART (Urban Art Utopia), trovano nuova dimora tra le mura della storica e prestigiosa galleria romana Cà d’Oro in Via del Babuino, 53.

Tra i pezzi unici della mostra, visitabile gratuitamente dal 4 al 18 Novembre sono presenti:

la chaise longue “K-1” di Mr Klevra, in legno e alluminio tagliato ad acqua, i cui segni calligrafici dell’artista accompagnano la silouhette della seduta; la lampada “Madrilù”, matrioska concepita da Alt97 e realizzata tramite la stampa 3D; l’elegante tavolo in rovere “Äbundantia” di Lucamaleonte la cui parte centrale, incisa al taglio laser riproduce un motivo floreale con ape realizzato dallo street artist; l’impianto di diffusione audio HI-FI “Fat you” di Omino71 che coniuga un’icona street, quale il cap delle bombolette e il design alla migliore tecnologia audio.

A sottolineare i differenti percorsi degli artisti presenti, la mostra espone anche opere inedite a cura di UAU ART (Urban Art Utopia), il cui tema prende ispirazione dall’arte decorativa del Banna’i (a cui lo Studio deve il proprio nome): forme geometriche, pattern, tag, rappresentazioni figurative si alternano nella realizzazione di tele dal formato 70×70.

Partner dell’iniziativa sono: Ceramiche Maroso, Due Ancore di Marcello Beltrame, Neon Angher e Studio d’arte Candeloro.

CONTATTI – Diamond/Jerico/Gomez/Pax/Solo/TV Boy

barbara | settembre 29th, 2015 - 10:43

CHINA PORCELLA E MARTA UGOLINI presentano

DIAMOND – JERICO – GOMEZ – PAX – SOLO – TV BOY

Osservare un’opera crea un legame visivo ed emozionale tra l’artista e il pubblico. Da questo primo impercettibile e invisibile contatto prende corpo e forma il titolo di questa esposizione.

Oggi il rapporto tra le persone è evoluto attraverso intermediari multimediali ma rimane come necessità primordiale e fondamentale dell’essere umano.

I legami si perdono apparentemente nella mancanza di fisicità ma si rafforzano come connessione di pensieri e condivisioni.

WORKS

SERIGRAFIE


BIOGRAFIE

DIAMOND: Nasce a Roma nel 1977 , l’innata propensione per il disegno lo conduce ancora adolescente sulla strada, dove con una tag diversa da quella di oggi, inizia a mettere a fuoco gli obiettivi artistici da perseguire: diffondere la sua arte dentro e fuori il circuito espositivo tradizionale e convenzionale.
Dal ’93 è attivo nel panorama del Writing con un segno stilistico elegante e provocatorio al contempo. Dopo il liceo artistico, conclude i suoi studi all‘accademia di belle arti di Roma conseguendo il titolo di “maestro d‘arte”. Il 1998 autentica il suo passaggio dal Writing alla Street art. Diamond è tra i primi ad operare questo cambiamento epocale, portando un frammento d’arte sia sui manifesti che direttamente sui muri della città. Lo stencil è solo una delle tecniche che usa per esprimere le sue esigenze fondamentali: dar spazio al corpo e tramite esso esprimere tutte le emozioni della vita, da quelle forti e indimenticabili alle più effimere. Entrare nel vivo della produzione di questo artista dalle mani super dotate è estremamente complesso, poiché complessa è la sua produzione, nella quale alterna spray, pennello, marker, Bic, matita, inchiostro giapponese e black ivory. I soggetti con i loro tratti e i loro costumi descrivono minuziosamente le emozioni delle persone che animano la società attuale, queste narrazioni dal tono antropologico e antropomorfico sono divise in diversi raggi di ricerca. La parola d’ordine che anima l’intera produzione è Identikit, inteso come messa a punto di questo mondo. Il suo tratto è inconfondibile, qualunque strumento lui decida di usare per dare forma a questo Identikit sui caratteri chiave dei personaggi che si incontrano nelle diverse situazioni e nei diversi posti che fanno parte della realtà di tutti i giorni. L’intenzionalità non è solo tracciare dei caratteri comuni, ma tracciarli all’interno di una Quotidianità, elemento prediletto da Diamond, che ama narrare il suo e quindi il nostro mondo, senza mai fossilizzarsi su una singola emozione, ma cercando di narrarle tutte, con un occhio di riguardo proprio per quelle che vorrebbero restare nell’ombra.

JERICO: Nasce nelle Filippine nel 1992 e si trasferisce a Roma all’età di 10 anni. Si avvicina al disegno in età infantile, per poi cominciare la sua formazione al liceo artistico Mario Mafai nel quartiere romano di Tor Marancia. Durante gli anni del liceo frequenta l’ambiente underground specializzandosi inizialmente nel graffitismo, continuando poi a sperimentare vari stili e tecniche murali. Nel 2012 terminati gli studi, Jerico si dedica in maniera indipendente il suo percorso artistico perseguendo l’espressionismo,. Le sue scelte stilistiche sempre più violente e tragiche lo porteranno a una rappresentazione drammatica dell’esistenza.

GOMEZ: Luis Gomez de Teran (aka Gomez) è nato a Caracas (Venezuela) nel 1980. Ha vissuto tra Londra, Berlino e Roma, dove ora risiede. L’arte di Gomez è intensamente simbolica e trae la sua fonte di ispirazione dalla pittura barocca, in particolare dalla scuola del Caravaggio. I suoi temi preferiti sono quelli leggendari, e ama rifarsi alla mitologia greca e a quella cristiana. Il suo tratto preciso è ispirato da ricerche sull’uomo, sul suo corpo sia nei momenti di bellezza che di decadimento e, soprattutto, da quanto traspira dalla sua anima, negli attimi in cui emerge il bene dal male, o il male dal bene. La sua tecnica, minuta e attenta, ricerca la simmetria e la luce, avvalendosi sempre di contrasti e di potenti dicotomie tra bellezza e orrore, forza e debolezza, vincitori e vinti, libertà e schiavitù, vita e morte. Gomez è prevalentemente autodidatta nel suo uso di oli, colori acrilici o bombolette che utilizza per dipingere tele, muri, ferro o specchi. Ha realizzato muri in molte città, tra cui Roma, Berlino, Londra, Barcellona e Mumbai.

PAX PALOSCIA: Nasce a Roma, studia arte, si diploma all’International Center of Photography, dipinge, fotografa per musica, moda, street photography, dirige video artistici e musicali, pubblica il libro: ” Let the Kids Play ”, documenta il mondo dei giovani, ha due bambini, vive tra Roma e New York. Il lavoro di Pax, influenzato dalla cultura di strada e dal mondo dei ragazzi, inteso come una metafora della condizione umana, è una continua contaminazione di linguaggi, dalla pittura alla fotografia, al video. Le sue collaborazioni includono: Rolling Stone, Urban, Enville, Sole24Ore, Feltrinelli, Mondadori, McCann Erickson, Leo Burnett, Saatchi e Saatchi, J. W. Thompson, Publicis, Ogilvy, IBM, Nike, Mazda, Omnitel, Findus, Levi’s, Fnac e Mandarina Duck. Produce copertine, artwork  e servizi fotografici per artisti internazionali e per la Emi Music Italia. Vive e lavora tra New York e Roma.

SOLO: Nasce a Roma nel 1982. La sua passione per l’arte ha inizio nei primi anni novanta e nel 2000 si avvicina al nascente movimento della Street art.
Nel 2003 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea sotto la guida di Michele Cossyro, pubblicando un’antologica sull’artista americano Ronnie Cutrone, importante esponente della Pop Art. L’antologica comprende un video intervista esclusiva, realizzata a New York nel 2008. Nel 2009 ha collaborato a Londra presso lo studio dei videomaker The Butchers, realizzando istallazioni di video Mapping. Nel 2011 ha partecipato alla performance live in occasione del Viennart, presso il MACRO (Museo d’ArteContemporanea di Roma). Nel 2012 è la volta del MACRO Pelanda in occasione dell’ Affordable Art Fair. Nello stesso anno ha partecipato a diversi progetti di riqualificazione urbana, sia nella città francese: Vitry-sur-Seine|Vitry Sur Seine (Francia), che presso il comune di Taormina (CT, Italia) ed Ibiza (Spagna). SOLO continua la sua produzione pittorica su tela e sui muri delle diverse città che attraversa. I supereroi, sua icona principale, una volta collocati sulla strada si trasformano in immagini offerte dall’artista al passante. Nel 2013 è volato da Parigi a Praga, per mostre personali e collettive, segnalando in ogni centro urbano la sua presenza; per poi tornare nello stesso anno, nella sua città di origine , con l’esposizione personale “Heroes in Crisis” nella galleria Varsi, a cura di Marta Gargiulo.
Nel 2014 è a Berlino con la mostra Adult Childhooh alla Pink Zeppelin Gallery , insieme a Stefano Bolcato.
Collabora alla realizzazione del dipinto sulla facciata principale della Città Della Scienza a Napoli insieme a Telethon, per onorare la memoria del giovane Francesco; decora gli spazi interni della nuova sede della Neomobile a Roma, e partecipa alla collettiva Tracks al Macro, curata da Achille Bonito Oliva, dipingendo un tram della linea 19.
I primi mesi del 2015 vola a Londra per la mostra collettiva ART IN MIND : ABSOLUTION, alla Brick Lane Gallery, a cura di The Magpie project.

TV BOY: Nato a Palermo nel 1980, Salvatore Benintende è cresciuto a Milano dove a partire dal 1996 si inizia al mondo dei graffiti e della nascente Street Art. Nel 2004 inventa il personaggio di TVBoy che diventa una sorta di suo alter-ego e lo porta alla notorietà nella scena artistica della street art italiana e internazionale facendolo diventare fin da subito uno dei maggiori esponenti. Dopo essersi laureato al Politecnico di Milano in “Industrial Design” nel 2005 si trasferisce a Barcellona dove fonda il suo studio e svolge l’attività di professore. Ha esposto le sue opere in numerose gallerie e musei internazionali, in mostre personali e collettive, in città come Roma, Barcellona, Berna, Copenhagen, Monaco, Berlino, Beirut e Washington. Ha realizzato progetti su incarico di prestigiosi marchi italiani e internazionali come Fiat, Seven, La Rinascente, Smart, Gioco del Lotto, Nescafé, Campari e molti altri. Dal 2007 il suo personaggio TVBoy è diventato anche un marchio con varie collezioni nei settori moda e accessori.

ART SOUTHAMPTON 9-13 luglio 2015

barbara | giugno 18th, 2015 - 11:00

NEW DATES + LOCATION:


FAIR HOURS

Platinum VIP Preview
Thursday, July 9, 2015  |  6PM – 7:30PM
Benefiting the Parrish Art Museum
Access for Art Southampton Platinum VIP Cardholders & Accredited Press
VIP Preview
Thursday, July 9, 2015  |  7:30PM – 10PM
Access for Art Southampton VIP Cardholders

General Admission

Friday July 10
Noon – 7PM
Saturday July 11
Noon – 7PM
Sunday July 12
Noon – 6PM
Monday July 13
Noon – 6PM

online tickets

FULL IMMERSION – Andrea Puccetti e Gloria Satta

barbara | giugno 17th, 2015 - 09:49

FULL IMMERSION

di

Andrea Puccetti e Gloria Satta

a cura di Laura Mocci e China Porcella

Opening Mercoledì 24 giugno h. 19-21


Bagliori, ombre lontane che si aggirano imponenti, movimenti impercettibili colti a distanza, figure che scompaiono e improvvisamente riappaiono baluginando. Grandi occhi, linee spezzate, branchie, squame, pinne, mandibole mobili e non, animano le sagome di pesci reali e fantastici. Grazie a lievi correnti d’aria, si muovono in gruppi compositi o in solitudine, come in una danza, portando l’osservatore a immaginarsi abitante di una realtà sottomarina.

Subacqueo, biologo, ma soprattutto homo faber,  Andrea Puccetti studia Alexander Calder.  Il gioco di equilibrio tra pesi e movimento, unito all’apparente leggerezza con cui il grande artista statunitense unisce le singole forme che lo affascinano. taglia lamiere di alluminio, recupera lastre di ottone, seleziona frammenti di rame, di acciaio, li unisce utilizzando microscopiche viti (mai la colla) e con un sapiente lavoro di bilanciamento li trasforma in saraghi, cefali, orate, cernie perennemente in movimento in un mare immaginario.
Simili ma diversi come in natura, i singoli esemplari presentano caratteristiche proprie che li rendono unici rispetto ai loro simili e contemporaneamente parte integrante di un gruppo. metafora forse del nostro essere, “full immersion”, in cui gioco e ricerca si bilanciano magistralmente, sembra volere alludere alla leggerezza del nostro esistere sottolineandone, con ironia, l’imprevedibilità.

Laura Mocci


Andrea Puccetti è biologo  e bricolaire.  la sua passione per il mondo sottomarino  è alla base di “full immersion”.  Vive e lavora a Roma.

Sponsor:

UAU (Urban Art Utopia) – Diavù, MauPal, Solo

barbara | marzo 27th, 2015 - 13:04
prova

UAU! La Street Art arriva “indoor” nella Galleria Ca’ d’Oro, luogo storico di esposizioni dei più grandi nomi dell’arte del Novecento, che accoglie il progetto di Cristina Porcella e Marta Ugolini. Fenomeno globale, ricco di stimoli e in continuo fermento dall’inizio del nuovo millennio, l’Urban Art rende manifesto il proprio percorso creativo ed il suo [...]

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