ARTE MODA – Manuela Fecarotta, Tara Haggiag, Anna Maria Angelucci, Angelica Discacciati.

barbara | febbraio 10th, 2004 - 11:21


Manuela Fecarotta nasce a Palermo da una generazione con tradizione orafa nel sangue;un avo era orafo di corte dei Borboni.Alla sua famiglia appartiene la più antica gioielleria di Palermo. La sua formazione professionale inizia a Firenze con un corso di oreficeria,prosegue a Roma dove frequenta prima un corso sulle gemme di colore all’Istituto Gemmologico Italiano e successivamente un corso quadriennale di design del gioiello all’Istituto Europeo di Design. Torna quindi a Palermo dove lavora per sei anni all’interno dell’azienda di famiglia. Negli ultimi tre anni trasforma il suo desiderio di creare dei gioielli su misura per lei in una vera e propria professione. Inizia così a produrre tre linee diverse di gioielli: in argento,in oro,e con le pietre. I gioielli in argento ”puro” sono realizzati interamente a mano,con l’aiuto di semplici strumenti come pinza e martello. Non usa stampi in cera né saldature,ma realizza ogni gioiello da una lastra unica rendendo ogni pezzo una scultura che si modella sul corpo anche attraverso un sistema di snodi e perni. I gioielli in oro giallo,satinato e martellato,sono interamente realizzati a mano. Per questa linea predilige i collier du chien,impreziositi a volte da gocce di pietre preziose:smeraldi,zaffiri blu o gialli e giade. Gioielli importanti, da indossare in modo più libero ed informale. I gioielli con pietre sono pezzi unici,perché nati dall’elegante accostamento cromatico di pietre antiche intagliate con elementi in oro indiani e pietre semipreziose. Manuela Fecarotta nasce a Palermo da una generazione con tradizione orafa nel sangue;un avo era orafo di corte dei Borboni.Alla sua famiglia appartiene la più antica gioielleria di Palermo. La sua formazione professionale inizia a Firenze con un corso di oreficeria,prosegue a Roma dove frequenta prima un corso sulle gemme di colore all’Istituto Gemmologico Italiano e successivamente un corso quadriennale di design del gioiello all’Istituto Europeo di Design. Torna quindi a Palermo dove lavora per sei anni all’interno dell’azienda di famiglia. Negli ultimi tre anni trasforma il suo desiderio di creare dei gioielli su misura per lei in una vera e propria professione. Inizia così a produrre tre linee diverse di gioielli: in argento,in oro,e con le pietre. I gioielli in argento ”puro” sono realizzati interamente a mano,con l’aiuto di semplici strumenti come pinza e martello. Non usa stampi in cera né saldature,ma realizza ogni gioiello da una lastra unica rendendo ogni pezzo una scultura che si modella sul corpo anche attraverso un sistema di snodi e perni. I gioielli in oro giallo,satinato e martellato,sono interamente realizzati a mano. Per questa linea predilige i collier du chien, impreziositi a volte da gocce di pietre preziose:smeraldi,zaffiri blu o gialli e giade. Gioielli importanti, da indossare in modo più libero ed informale. I gioielli con pietre sono pezzi unici,perché nati dall’elegante accostamento cromatico di pietre antiche intagliate con elementi in oro indiani e pietre semipreziose.

I gioielli di Manuela si possono trovare a New York in Madison Avenue da Barneys N. Y. e a Palermo in via principe di Belmonte al Loft di Corimbo. La nuova campagna pubblicitaria della Estee Lauder,per la linea Day Wear Plus, ha scelto due pezzi della collezione in argento. Ha eposto alla Galleria Cà d’Oro (estate 2003) e recentemente (dicembre 2003) presso la Sculpture Foundation di Los Angeles.

Tara Haggiag si forma al Chelsea College of Arte Design di Londra con corso di studi specialistico nella moda; si è Laureata presso il Goldsmith’s College.Il nome Tara è di origine buddista e rappresenta la Dea della saggezza e della compassione, la stilista sapeva già dalla sua infanzia che un giorno avrebbe viaggiato in Asia e che qualcosa di sorprendente sarebbe successo. Le sue creazioni realizzate in esclusiva a Milano per Azada, sono note in tutto il mondo, ispirate dalle culture orientali nell’eleganza e nei tessuti tutti filati a mano e provenienti dal Vietnam, India e Tailandia. Cappotti patchwork che sono esplosioni di colori, sagomati come a scoprire la leggerezza del corpo, e non ottundendo in alcuna maniera le sue linee. Il fascino delle sue creazioni è in primo ordine concettuale laddove pensa gli abiti con le mani di un’artigiana del sudEst asiatico e per corpi che cadono sotto i riflettori della moda europea, contrasto che suggerisce nuovi codici alla capacità creativa. Si sposano la bellezza esotica dell’est con le raffinate forme dell’Occidente; l’immagine resa attraverso la sua moda ha un carattere dinamico e complesso, che unisce una donna irriverente e assennata, dolce e aggressiva, sensuale e casta. L’intreccio complesso di linee e l’accostamento azzardato di colori differentissimi, rendono unico e riconoscibilissimo il suo stile, tanto più nel momento stesso in cui ella modula tutti questi accostamenti in combinazioni tanto diverse: e così, per esempio, se un cappotto splende di un iridescente ed etereo mix di colori pastello, in un’altra versione colori bruniti si sposano a chiare tonalità di turchese, per poi proporre ancora la versione rosso, nero e oro. I suoi cappotti sono indossati da star di tutto il mondo tra cui Courtney Cox, Roseanna Arquette, Ashley Judd e Bai Ling.

“I miei cappotti sono il matrimonio della bellezza esotica dell’Oriente e delle rifiniture di Alta moda dell’Occidente. Sono una combinazione di Design e personalità perfettamente in linea con la donna dinamica dei nostri tempi. Le donne che amano indossare i miei cappotti sono insieme dolci e forti, coraggiose e sicure di se.La bellezza dei miei cappotti è che possono essere indossati con un paio di jeans ed allo stesso modo ad una serata di gala ed esprimono una nuova visione di lusso, riflettendo molto di più il carattere e la personalità di una donna di quanto possano fare un trendy paio di scarpe o una borsa di marca.”

Anna Maria Angelucci nasce a Roma nel 1968. Dopo il Liceo artistico si diploma all’Accademia di Belle Arti come scenografa. Terminati gli studi si trasferisce per alcuni anni a Tenerife per specializzarsi nelle tecniche dell’incisione e della grafica. Nel frattempo espone le sue opere nell’ambito di numerose mostre, collettive e personali, in varie località della Spagna che la faranno esordire con alcuni suoi lavori anche in Germania. Successivamente sperimenta diversi materiali e tecniche, e intanto progetta scenografie, tessuti, oggetti, fino a scegliere la ceramica come mezzo di espressione privilegiato. Attualmente vive e lavora a Roma, dove ha sede il suo studio. L’esercito delle dee sorte dalla terra…Bocche socchiuse che sembrano lasciare andare un canto dolce e sottile… Energia vitale che rigenera tutto l’universo. I busti in ceramica di Anna Maria Angelucci, visti nel loro insieme, fanno pensare a un coro di divinità, a metà tra l’umano e il trascendente, che richiamano un simbolico femminile ancora non codificato. E’ infatti dalla terra – la Grande Madre – che sembrano emerse le misteriose dee della giovane scultrice romana che, nelle sue ultime opere, ha raggiunto un alto grado di sintesi, tra evocazioni del passato e percezioni del presente. Dalla natura, vissuta in una dimensione a tutto tondo nella splendida isola di Tenerife (dove l’artista ha trascorso alcuni anni dopo aver vinto una borsa di studio presso l’Accademia di Belle Arti del luogo) sono nate le prime impressioni sensoriali da cui è iniziata la genesi delle sue figure misteriose. Dall’arte antica, dai greci, dagli etruschi, dagli egizi, ma anche dal Primo Rinascimento, dalla Pittura Metafisica, senza tralasciare la staticità della scultura religiosa orientale, sono giunte ulteriori suggestioni che hanno sommato ai suoi manufatti un forte senso monumentale. Ed è proprio in seguito all’elaborazione delle sue esperienze spirituali e culturali che Anna Maria Angelucci è approdata all’attuale punto di equilibrio formale, dando vita a questo ciclo di ‘pezzi unici’ realizzati con una tecnica di origini antiche, ceramica in monocottura, resi oltremodo eleganti dall’effetto levigato del colore, dato solo per sfumature nella fase conclusiva dell’opera. Dee colte in un momento di particolare illuminazione che, attraverso una fissità antica e un forte dinamismo di tipo mentale, sospese in uno spazio senza tempo, si proiettano in un mondo di passaggio tra la realtà e il noumeno dove a dominare sono le energie nascoste.

Angelica Discacciati. “Sono sempre stata attratta dai dettagli: spesso sono i più piccoli dettagli a darti la chiave per capire un oggetto, una situazione, un’opera d’arte, perfino uno stato d’animo. Nella moda poi, il dettaglio e’ importantissimo, aggiunge carattere a un vestito, precisa il significato di una scelta. Con queste premesse, era fatale che avrei scelto di disegnare scarpe – le scarpe sono sempre state la mia passione – partendo proprio dai…dettagli. Il tessuto di una cravatta da uomo jacquard accostato ad un paio di orecchini anni Sessanta, un foulard assolutamente vintage che rinasce trasformato in una scarpa da sera moderna, femminile, magari divertente perché la fibbia e’ un bottone o un nastro di passamaneria. La moda ha un lato ludico, di vero gioco, che non andrebbe mai perso: e io mi diverto moltissimo creando scarpe superfemminili, molto comode e …molto sexy. Mi diverto quando vado in giro alla ricerca di materiali insoliti, e oramai li scovo ovunque, anche a Porta Portese o a Portobello, nel retrobottega di un artigiano o nei negozi di modernariato. E mi diverto quando, una volta raccolto il materiale, studio le mie trouvailles e lascio che siano le intonazioni di colore e gli accostamenti tra i materiali a guidarmi nel creare una collezione. E spero che si diverta chi le indossa, non solo perché hanno una storia, ma anche perché sono molto femminili senza rinunciare alla comodità. Mi piace pensare che do una seconda chance ad oggetti dimenticati in fondo a un cassetto e che li resterebbero se io non li facessi rinascere e…andare in giro a vedere il mondo ai piedi delle donne. “Angelica Discacciati, e’ nata a Firenze, ed e’ mezza napoletana e mezza torinese. Vive a Roma, ma si è formata come stilista a Londra, studiando Fashion and Textile Design alla Saint Martin’s School of Art (la stessa di Alexander Mc Queen, John Galliano e Katherine Hamnet). Quindi ha conseguito un Master of Art in Fashion Design al Royal College of Art, dove e’ stata compagna di corso di Philip Treacy che all’epoca creava i suoi primi cappelli in uno scantinato. “Di quegli anni ricordo bene le invenzioni di Philip (Treacy) che mescolava piume, nastri, feltri e tutto quello che gli capitava a tiro per fabbricare i suoi cappelli, che erano già fantastici; ma il ricordo più importante è quello del giorno in cui ho ottenuto il diploma, indimenticabile, perché quella stessa mattina Il Royal College of Art dava la Laurea ad Honorem a Erte’. Sarebbe morto pochi mesi dopo, ed incontrarlo e’ stata una grandissima emozione. Il gusto, la raffinatezza, la meraviglia delle sue creazioni sono sorprendenti, ancora oggi”. Tornata in Italia, quindici anni fa Angelica inizia a disegnare per il GFT a Torino, poi per Chiara Boni a Firenze, e infine a Roma per Valentino e per Laura Biagiotti. La sua prima collezione di scarpe con il marchio “ADD” (Angelica Discacciati Design) nasce nel 2002 dopo una lunga preparazione: trovato un laboratorio artigiano in Toscana disposto a lavorare quasi su pezzi unici, come se la scarpa fosse un abito di alta moda, Angelica inizia una produzione su piccola scala. E’ una sfida, con un pizzico di ironia: un’intera collezione che utilizza solo vecchie cravatte da uomo drappeggiate ai piedi delle donne.

Oggi le sue scarpe vengono vendute, centellinate, esclusivamente nella boutique londinese di Allegra Hicks, nel cuore di Chelsea, a Milano da le Solferine, a Torino da Shoeco.

L’accuratezza del design, l’attenzione al dettaglio, la qualità della realizzazione non sono passate inosservate.

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