IL RUOLO DELLA CULTURA NELL'ITALIA CHE CAMBIA

Non e' facile iniziare un intervento su un tema cosi' vasto come quello della cultura che cercheremo di approfondire oggi. Cultura vuol dire poesia, cinema, arte, musica, spettacolo, architettura ma anche lingua, originalità e modo di vivere di un popolo che include rispetto delle tradizioni, i divertimenti, la moda, lo sport le canzoni, la cucina.

Innanzitutto per è un onore essere qui ed aver avuto l'opportunità dal mio coordinatore regionale Antonio Tajani di essere stata nominata responsabile cultura del Lazio prima di tutto poiche' mi identifico nelle idee di Forza Italia ma soprattutto perche' sono riuscita a mettere a disposizione del mio partito la mia professionalità.

La Cultura nel Lazio, una delle regioni più ricche del nostro pianeta, nella nostra regione ed in particolare nella nostra citta' c'e' una buona parte del patrimonio artistico del nostro paese che da solo raccoglie il 70% del patrimonio artistico mondiale.

L'Italia occupa un posto centrale nella cultura dell'occidente che è incomprensibile senza conoscere le pagine scritte dal nostro paese. Dalle alpi alla Sicilia è un museo che folle crescenti vengono a visitare con un interesse.

La premessa per ogni considerazione ed analisi che andremo ad affrontare oggi è che quando si parla di cultura non si deve parlare di cultura di destra o di sinistra la cultura non ha e non deve avere colore politico. Se dovessero nascere oggi dei grandi geni come sono stati Leonardo o Michelangelo, questi devono poter esprimere la loro creatività a prescindere dall'appartenenza ideologica e questo è proprio la premessa sulla quale Forza Italia sta lavorando.

Per non essere troppo prolissa vorrei incentrare la mia analisi nell'individuazione di tre aspetti:

1)Progetti che abbiamo realizzato e che abbiamo in cantiere
2) L'Analisi sui problemi, senza entrare nel merito della gestione vorrei parlare del problema filosofico dell'approccio
3) approccio con la cultura di F.I.

parlando del primo punto vorrei sottolineare che il nostro partito ha si una cultura la cultura del fare ed ecco qui quanto la nostra regione ha già realizzato, grazie all'intuizione dell'On. Tajani abbiamo cominciato un percorso atto a valorizzare la nostra cultura e la nostra arte nella sede istituzionale prestigiosa del parlamento europeo. L'On. Tajani ha compreso quanto sia importante nel momento storico in cui stiamo vivendo nel quale rischiamo di perdere le nostre tradizioni e di acuire il nostro sapere, rinsaldare a livello internazionale il nostro bene piu' prezioso l'arte e la cultura. In un mondo che e' sempre piu' uniformato, un mondo che grazie ai traguardi tecnologici e' sempre piu' vicino e' importante conservare i nostri valori, le nostre tradizioni e la nostra cultura, la nostra arte e anche la nostra lingua.
Ci dobbiamo rendere conto che sta cambiando lo scenario di una battaglia che da nazionale diventa europea, come dimostra la discussione sulla Convenzione europea.
Abbiamo cominciato questo percorso con la mostra del grande scultore Giacomo manzu' celebrando il decimo anniversario della sua scomparsa con una retrospettiva che comprendeva prevalentemente sculture e disegni. Il ricordo di un grande maestro italiano alla presenza di numerose personalita' internazionali, questa mostra ha preceduto la grande mostra antologica che attualmente si trova a palazzo Venezia . E' x noi un grande merito quello di aver promosso il ricordo di una grande maestro, dimenticato, nella sua ardea, quel museo che grazie a noi ha rivissuto gli antichi fasti quando Giacomo aveva ospiti illustri che venivano da tutto il mondo

Un altro progetto enorme che abbiamo portato avanti e' il ricordo di un altro grande genio, dell'uomo che ha segnato un passaggio fondamentale nella storia dell'arte del 900, colui che ha creato la metafisica. Giorgio de chirico.
Quest'uomo Giorgio de chirico, genio al pari di ricasso, riconosciuto internazionalmente, proprio nel suo paese per anni e' stato bistrattato e perseguitato perche' non ha mai voluto legarsi ne a destra ne a sinistra.
Questo errore che si e' andato perpetuando nel tempo e' dovuto all'egemonia, anche dei giorni nostri di alcuni critici riconosciuti.

Prima di parlare proprio di questo aspetto vorrei accennare brevemente ad altri progetti che stiamo portando avanti come F.I , oltre al parlamento europeo stiamo portando avanti un progetto sperimentale con la regione Lazio per promuovere come istituzione i nostri artisti nelle fiere internazionali piu' conosciute, stiamo cercando di individuare degli spazi alternativi a quelli gia' esistenti x portare avanti delle grandi mostre indipendenti, abbiamo degli accordi con l'Istituto Italiano di Cultura di Berlino per organizzare a Berlino una mostra collettiva con tema Roma, abbiamo organizzato concorsi per giovani artisti.
Inoltre abbiamo cercato attraverso idee nuove di creare degli eventi culturale internazionali che hanno permesso di conoscere luoghi meravigliosi e poco frequentati come la splendida Biblioteca Vallicelliana di Roma del Bernini o l'incantevole San Martino al Cimino nella Provincia di Viterbo con una mostra unica frutto di un'idea creativa la mostra delle mogli Kubrick-Wenders-Balthus-Manzù.
La creatività riflessa

Entriamo ora a parlare del secondo aspetto l'analisi dei problemi che è estremamente legato al terzo ovvero l'approccio culturale di FI, al quale avevo fatto solo un piccolo accenno parlando di de Chirico e del fatto che purtroppo mentre veniva riconosciuta la sua arte internazionalmente questo non avveniva nel suo paese.
Senza entrare nel merito della gestione vorrei parlarvi dell'approccio filosofico del problema.
La sinistra attraverso i film, attraverso gli eventi trasmette dei messaggi. Il nostro obiettivo non è sostituire una dittatura della cultura con un'altra dittatura ma liberare la cultura dallo stato in cui si trova, di totale egemonismo in tutti i settori, brutti film costati miliardi che non creano competizione sul mercato, rendite di posizione che creano per il nostro paese crescita zero.

Oggi il nostro compito è creare una classe dirigente indipendente, che sia capace di valorizzare chi ha le capacita' ed il talento e non chi prende la tessera, Tutto questo oggi non e' cambiato anzi la cultura e' l'ultimo baluardo rimasto alla sinistra italiana, che attraverso i suoi pochi critici ha voluto una cultura d'elite.
Tutto questo Forza Italia non lo vuole Forza Italia vuole una cultura liberale democratica e indipendente che non schiera autori, registi, attori, letterati opposti a quelli proposti dalla cultura di sinistra.
Una cultura nella quale non sono gli intellettuali al servizio della politica ma è la politica al servizio della cultura. Le Istituzioni devono aiutare la promozione della cultura e non si deve ridurre alla sistemazione degli amici e al finanziamento degli istituti che si considerano organici. Gli uomini di cultura devono avere il compito di modernizzazione e crescita del nostro paese.
Se ho ascoltato delle critiche a Firenze durante la presentazione del manifesto per la cultura quelle critiche erano legate al fatto che Forza Italia non piazzava i suoi uomini e donne, non metteva persone di destra al posto di persone di sinistra. Noi crediamo che bisogna difendere gli indipendenti, coloro che hanno il diritto di essere liberi nei loro studi e nelle loro ricerche, persone che siano riconosciute per quello che fanno e non perche' appartengono ad una squadra piuttosto che ad un'altra.
Non importa se uno sia di destra o di sinistra l'importante è che sia creativo intorno alla persona e non passivo esecutore di un'ideologia.
FI considera l'indipendenza della cultura come un valore fondamentale ed affermato che la politica deve essere al servizio della cultura, nel senso che la politica può ritrovare la sua vocazione più profonda a contatto con intellettuali liberi e creativi.

Troppo ho visto e continuo a vedere in questo mondo, questo monopolio di pochi critici che hanno distrutto un mondo che hanno distrutto la speranza di tanti giovani creativi, e non sono solo le mie parole ma quelle di un uomo che ha segnato con la sua arte un passaggio unico e del 900 Giorgio de Chirico.

In conclusione bisogna creare una classe dirigente politico amministrativa che dia corpo e sostanza alla rivoluzione liberale che vogliamo portare avanti, poiché un paese che non è all'avanguardia nelle frontiere della conoscenza non potrà mai essere un paese prospero.

Gloria Porcella
responsabile del Dipartimento Cultura di Forza Italia