Convegno sugli OGM

Un incontro su un tema come gli OGM è un tema estremamente delicato sul quale bisogna parlare con molta cautela per rispetto e attenzione verso la popolazione. E' un tema che è divenuto molto importante in questi ultimi anni e sul quale si e' sviluppata un ampio dibattito politico.

Come mai Azzurro Donna, l'organizzazione femminile di Forza Italia, ha scelto di affrontare proprio questo argomento? Una delle ragioni è che le donne da sempre sono le principali responsabili dell'acquisto e della preparazione dei cibi per la propria famiglia, tenendo presente che la base per il futuro della nostra civiltà è legata al semplice sistema della catena alimentare.

Abbiamo scelto, quindi, di parlare di OGM inclusi nell'ambito dell'alimentazione umana, ma ricordiamo che le ricerche sulle biotecnologie si sono sviluppate anche in settori altrettanti rilevanti come le ricerche biomediche e ambientali.

Oggi, venerdi' 17 gennaio 2003 abbiamo dei relatori di eccezione che in queste due tavole rotonde cercheranno di farci avere un'idea più chiara della situazione attuale sugli Organismi geneticamente modificati.

Per fare un'analisi precisa sugli OGM bisogna considerare le attuali condizioni del nostro pianeta. Eravamo 4 miliardi negli anni '50, saremo 8-9 miliardi nel 2030, la temperatura media si è innalzata comportando così desertificazione, siccità e salinizzazione dei suoli.

Non dobbiamo commettere l'errore di ritenere che, come fortunati abitanti di un paese ricco, questi siano problemi che non ci toccheranno se non in maniera indiretta (immigrazione e dislivello socio-economico) e che riguarderanno solo paesi appartenenti a continenti come l'Asia e l'Africa, infatti la siccità avanza anche in Italia, dove sono a rischio colture storiche come quelle dei pomodori san marzano, il riso maranelli e il melo delle valli alpine.

Già 6000 anni fa gli antichi egizi utilizzavano, pur senza conoscere l'esistenza dei microrganismi, una forma di biotecnologia: la fermentazione operata dei leviti sui cereali per produrre birra e pane.
E' diffusa la convinzione che la scienza e la tecnologia potranno sopperire alle difficoltà di produzione agricola, ma pochi si rendono conto che anche se tutti i boschi e le foreste oggi rimasti nel pianeta nel 2030 fossero convertiti a terra arabile, ciò non sarà sufficiente per soddisfare le esigenze della crescente popolazione mondiale.

Dalla scienza ci si aspetta quindi che contribuisca alla produzione di cibi di alta qualità, materie prime per l'industria, farmaci e che li ottenga con il minore impatto ambientale possibile.

Se non arriviamo al punto in cui il cibo ci sia e ci sia per tutti, il mondo si sviluppa in modo disarmonico, le tecnologie servono quindi a dare serenità, a sviluppare una società che non debba più preoccuparsi della soddisfazione dei bisogni primari, bisogna dare la possibilità alla ricerca di contribuire allo sviluppo, governando i processi e garantendo ai cittadini la provenienza dei nostri cibi nel rispetto etico e morale della tutela dell'individuo e dell'essere umano.

Bisogna comunque fare delle considerazioni e delle riflessioni al riguardo ed in questo la politica detiene la decisione ultima sulle condizioni alle quali deve essere avviata una "rivoluzione verde". Condizioni che dovranno essere convincenti in sede legislativa sia sul fronte sanitario sia su quello ambientale e così pure tenendo in considerazione garanzie macroeconomiche.

Purtroppo la discussione si è spostata ultimamente dal dialogo allo scontro ideologico.

L'opinione pubblica è stata convinta che le piante GM siano pericolose e ciò ha comportato ulteriori restrizioni alla ricerca che rischiano di fermare la scienza agli anni 70 e di farci perdere i nostri migliori "cervelli".

L'Europa è la vera protagonista delle politiche sulle biotecnologie ed è la camera di compensazione contro politiche fondamentaliste e spesso irrazionali, come quelle dei verdi.

E' doveroso ricordare che fu proprio in quest'ultima campagna elettorale che il nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi, a differenza di Rutelli e di Amato, ha ricevuto gli scienziati in rivolta per analizzare e condividere con gli stessi i futuri scenari di sviluppo.

Lo stesso Berlusconi al vertice FAO, con il presidente Bush, si è espresso a favore della libertà e della ricerca scientifica, nel rispetto della persona e dell'ambiente.

Il potenziale del cibo transgenico è enorme, ma ancora non si è a conoscenza di tutti i rischi, e solamente attraverso l'utilizzo "intelligente" della ricerca e della scienza, si può sperare di utilizzare questo enorme potere per migliorare le condizioni di vita di tutta l'umanità.

In conclusione

Forse la prima denuncia dalla quale si può partire riguarda la sterile discussione ideologica che è in essere, mentre il vero problema è complesso ed è dovere della politica parlare un linguaggio corretto e non viceversa povero e fondamentalista.

In secondo luogo è compito dei media e della politica responsabile come quella che ha adottato Forza Italia, convogliare e incentivare la ricerca scientifica in ambiti eticamente corretti e dare una esatta informazione al consumatore che avrà la facoltà di scegliere.

Bisogna avere la capacità di governare e di non farsi governare, l'esercizio di precauzione è il contrario dall'attendismo in quanto implica nuovi doveri per i poteri pubblici, gli scienziati, i produttori, i trasformatori, i distributori ed i giornalisti.

Tutti devono adoperarsi con obiettività per spiegare e ridurre il rischio alimentare e, per quanto concerne i consumatori, è ormai tempo che abbiano la possibilità di esercitare la loro libertà di scelta, con una corretta informazione e con la certezza che le scelte politiche vengano sempre fatte avendo come principio guida la tutela dell'individuo e della salute.

Gloria Porcella
Dirigente Azzurro Donna Roma